Ho un amico. Ho un amico che vive molto lontano da qui. Ieri ne parlavo con il mio Ragazzo durante la nostra passeggiata serotina e mi è venuta una grande nostalgia e forse anche per questo oggi scrivo.

Questo mio amico si chiama Ephraim (anche se tutti lo chiamano Mr. Mazengo) e quando ci vediamo, le poche volte che riusciamo a colmare la distanza, camminiamo mano nella mano, perché al suo paese si usa così.

Questo amico mi corrisponde, mi fa da contrappeso. Io e lui costituiamo una coppia attraverso la quale io posso equilibrare il mio stato sul pianeta. Riesco a rallentare abbastanza la sua rotazione da non essere sbalzato nello spazio profondo, non troppo ad evitare che il mio peso eccessivo mi pianti al suolo.

Eprhaim ed io ci siamo conosciuti 17 anni fa. Io e lui siamo coetanei. Non lo conoscevo abbastanza quando, dopo settimane di lavoro i giro per campi da acquistare per cominciare il progetto di forestazione, gli offrii un compenso. Non credo che si offese ma mi disse che avrebbe preso quei soldi (che erano relativamente tanti) e li avrebbe domnati durante l’offertorio a messa la domenica successiva. E così fece.

Eprhaim mi ha insegnato che gli altri vengono prima di noi e che si può venire fuori dai guai con un po’ di fantasia. Come quella volta che al lago di Masege un paio di energumeni locali sequestarono tutto il gruppo e lui si offrì in ostaggio. E quando misi il gruppo al sicuro e tornai, per provare a recuperarlo, non sapendo cosa fosse stato di lui, lo trovai che risaliva la collina sopra il lago ed era dispiaciuto perché aveva dovuto pagare una specie di riscatto ma d’altra parte anche molto soddisfatto perché era riuscito a farsi rilasciare una ricevuto dagli estortori più formali e ben educati che avessi mai conosciuto. E ricordo che gli ridevano gli occhi.

Ephraim mi ha insegnato che non ci sono misteri ma semmai segreti. Come quella volta in cui Zaccheo e Joseph dovevano incontrarsi per la prima volta e noi eravamo preoccupati di cosa sarebbe accaduto e semmai due bambini, appartenenti a due pianeti così lontani, si sarebbero mai piaciuti. E poi avvenne l’incontro ed Ephraim era li e loro si abbracciarono semplicemente e cominciarono a parlare una lingua a noi incomprensibile e nuova che li avrebbe legati in ogni momento di tutto il tempo che avrebbero condiviso dopo. E noi stupiti e commossi a cercare di capire cosa era successo ed Ephraim allora disse che era un “segreto”, non un “mistero” ma un segreto. Una cosa che loro due sapevano ma non noi, un accordo, una miracolosa strategia di amore e comunicazione della quale noi non facevamo parte perché loro, e  solo loro, ne conoscevano i dettagli, le caratteristiche. Il segreto di due bambini, fratelli senza condividere alcun gene ma partecipi di un amore grande che ancora dura.

Ephraim in questi anni mi ha insegnato tante cose anche se forse lui non lo sa. Ephraim mi corrisponde ed io oggi volevo ricordarmelo scrivendo di lui.

Ephraim mi manca come potrebbe mancarmi una parte importante di me e spero che venga il tempo, presto, in cui ci incontreremo nuovamente.

Annunci

4 pensieri su “Ephraim ed io

  1. Si mr. Mazengo è un uomo speciale, come tanti, ma nella vita ti capita di incontrare pochi. Ciò che mi rimane e manca di lui è il sorriso di chi può affrontare tutto nella vita.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...