Decodifico, come fossero lettere, i segni di un alfabeto che non conosco. Ciò inevitabilmente produce un equivoco all’origine..

Nonostante tutto, e ancora una volta, intendo offrirmi alla relazione inerme.

Chi ancora vorrà farmi male allora?

Chi si prenderà la responsabilità di farmi del male?

E quanti, d’altra parte, si alzeranno in piedi per difendermi?

Quanti presteranno la loro voce per prendere le mie parti?

Non insegnatemi a difendermi, semmai insegnatemi un canto di pace.

Perché io credo, fermamente credo, che nulla di ciò che appartiene all’uomo può farmi del male.

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