Sono un uomo incoerente. Come tanti predico bene e razzolo male.

Perché io lo so come funziona il ciclo dell’acqua eppure coltivo un prato davanti alla mia casa.

Il fatto è che conosco anche la meraviglia della brezza fresca che esso produce quando nelle sere d’estate la calura incontra le gocce adagiate sull’erba.

Il fatto è che amo vedere i bambini che su di esso si rotolano, e si lasciano bagnare dagli irrigatori, e diventano una sola cosa con l’erba.

Più che ragioni sono scuse quelle che offro alla divinità collettiva per giustificare il mio personale capriccio.

Mi dico che in fondo l’acqua che uso viene da un pozzo (e lo so che è una bugia pietosa perché come dicevo prima so come funziona il ciclo dell’acqua).

Mi dico che in fondo lascio che tutto ciò che è organico faccia sul prato il suo corso stupendomi io stesso nel vedere ad ogni passaggio una foglia, uno stecco, diventare ogni volta più “suolo”.

Ho lasciato che rami di fico e di euforbia incombano su di esso in maniera tale che ogni volta che devo falciarlo io sia costretto a continui inchini alla natura e al Mondo Selvaggio che qui impropriamente addomestico.

Sono un uomo incoerente. Come tanti predico bene e razzolo male.

Perché lo so come funziona il nostro pianeta e quanto esigue siano oramai le sue risorse eppure ho messo al mondo due figli.

Il fatto è che adesso non riesco nemmeno più ad immaginare il me di prima, quel Francesco è morto quando loro sono nati.

Il fatto è che adesso non riesco a pensare che ognuno di loro era li ad aspettare di diventare realtà e sottile e smisuratamente incomprensibile è il confine fra il non essere e l’essere.

Più che ragioni sono scuse quelle che offro alla divinità collettiva per giustificare il mio personale capriccio.

Mi dico che in fondo ho lasciato in pegno sostanziosa franchigia, e che ogni giorno ne aggiungo un poco.

Mi dico che in fondo mi sono fatto carico, ho sopperito, ho pagato in anticipo, ho scontato, ho rilevato quote, ho versato crediti di carbonio, che potessero farmi dire un giorno “adesso puoi anche tu”.

Ho lasciato che trascorresse il tempo che mi sembrava congruo, ho sperato e ottenuto  che l’incontro avvenisse nel momento giusto, ho lasciato rami che incombono sulla mia vita per non dimenticare, in ogni giorno che mi è dato ancora da vivere, che devo inchinarmi per ringraziare la divinità collettiva per avermi concesso il privilegio, per “ringraziare chi ha pagato per la mia felicità”.

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4 pensieri su “Sono un uomo incoerente

  1. Penso che un po’ di incoerenza sia indispensabile nella vita. Per non rendere la Terra sterile con i sensi di colpa, perché ci sia qualcuno ancora che si incanta a guardarla, a cercare di capirla, a farsi anche domande, sì, ma sapendo che le risposte chissà se e quando si troveranno ed è così che dev’essere, perché altrimenti. se le trovassimo, non ci sarebbe più niente da cercare be da imparare. Perché possiamo conoscere il ciclo della vita, ma non sappiamo se in qualche oscuro modo la Natura abbia bisogno di noi e dei nostri figli, fosse anche solo semplicemente perché ci sia qualcuno che scrive della bellezza. Scrivere è inutile, è vero, ma forse è per questo che serve, chissà…

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