La presente per comunicare alle SS.LL. che è convocata, in data e luogo da destinarsi, una Conferenza dei Servizi le cui risultanze avranno per me effetti immediati ed irreversibili.

Hanno già garantito la loro presenza il mio cuore e la mia anima, mentre non ho ritenuto oppurtuna convocare il mio stomaco, al momento impegnato a dirimere altro contenzioso ad esso da me demandato.

Diventa a questo punto per me inderogabile sapere: se voi, Papà, Nonno, ci sarete. Devo subito invitarvi a non proporre l’invio di delegati che in nessun caso possono adempiere al mandato a voi conferito e a ratificare, in conclusione, le risultanze della suddetta Conferenza.

La materia da trattare è materia complessa, gioiosa per lo più, dolorosa a tratti. A questo punto è il comminato disposto della mia vita che mi sfugge e per il quale ho bisogno di un confronto costruttivo e conducente con voi.

Vorrei prima di tutto proporvi il consuntivo. Sarebbe perfetto se voleste ripercorrere assieme a me gli ultimi 53 anni, ma credo che ci si potrebbe accontentare anche di riconsiderare gli ultimi venti, quelli nei quali avete demandato a me solo il compito di continuarvi.

A tal proposito voglio allegare alla presente qualche immagine di quel tempo passato nella speranza che ciò vi invogli a partecipare: la fotografia mai scattata di un nostro pic nic negli uliveti di Buonfornello, sulla lunga strada che portava a Gangi, una, presa dall’alto, mentre io e il nonno dormiamo assieme nel lettone grande di casa sua, quella mia con papà, uguali uguali, io nano di tre anni con il mio vangismo mai passato, e lui gigante di trenta che mi guarda sorridendo davanti al mare di Mondello.

Per rafforzarvi ulteriormente nella vostra volontà di partecipare allego anche qualche resto di sogno, un alito di vento fra le viti di Ramo, l’odore che si diffondeva in casa quando papà si metteva ai fornelli.

Vorrei poi affrontare con voi la quesrtione della programmazione strategica da esperire in un’ottica almeno ventennale e su questo ho veramente bisogno di un vostro consiglio. Un minimo di pianificazione economica, uno straccio di valutazione ex post ed ex ante, qualche pendenza risolta, uno qualunque dei processi che mi affliggono che finalmente vada in perenzione.

bartolo-ed-io

Ho un ordine del giorno che davvero non riesco a condensare in pochi punti:

  1. vorrei che conosceste mia moglie;
  2. vorrei che incontraste i miei bambini e che loro potessero trascorrere del tempo con voi;
  3. vorrei condividere del cibo, del vino e del sonno in questa casa mia che “sapete e non sapete”;
  4. vorrei chiedervi che ne è degli “altri”;
  5. vorrei stare a guardarvi in silenzio.

Se proprio non ce la fate per quella data e per quel luogo sappiate che io mi accontento di incontrarvi anche in sogno.

Se pensate di non potervi fermare tanto a lungo per trattare pedissequamente tutti i punti all’ordine del giorno sappiate che io mi accontento anche di incontrarvi per un attimo, il tempo di abbracciarvi forte forte.

Per il resto non posso fare altro che trasferire questa pratica all’autorità superiore per il seguito di competenza.

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19 pensieri su “Oggetto: la mia vita

  1. Ogni tanto essere immersi nelle pastoie burocratiche produce cose meravigliose in cui solo il linguaggio ne trae ispirazione… tutto il resto è storia, anima e amore, ben distante dalle pastoie. Se vuoi aggiungo una postilla (siglata naturalmente) per rinforzare, della serie “La moglie non si dà pace all’idea di non avervi conosciuti!”

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