Giorni di febbre. Assieme a casa. Un giorno intero, un giorno interno. Giochi, rimproveri, poi nuovamente giochi, poi pasticci. Un uovo a terra, una pistola fatta con il cartone (alla faccia dei genitori pacifisti), poi assieme nell’orto a raccogliere verdure e assieme a lavarle e a prepararle per la cena.

Poi mi distraggo un attimo. E’ solo un minuto e i miei occhi, tutti i miei sensi, sono nuovamente su di lui (per lui è necessario mettere in campo tutti i sensi e molto altro ancora).

Sta faticosamente completando, con l’ausilio di una penna, qualche cosa sulla mia agenda della quale sono gelosissimo.

La punizione è pronta per essere comminata…e poi guardo bene.

Non gli avevo mai visto scrivere il suo nome. Qualche lettera si, ma mai il suo nome per intero.

La R a forma di ragnetto proprio uguale a come la faceva suo fratello. Eppure le lettere non sono incerte, ha agito in fretta, ha scritto con rapidità.

Cesare C’è.

CesSare non è possibile, lui esiste: è possibile immaginare un mondo senza di lui?

Essere è la sua caratteristica alla quale non ci si può opporre.

Osare il suo carisma e la nostra maledizione.

Una Cesura del tempo la sua venuta al mondo.

Cerere la Dea che ha tessuto i suoi capelli.

Pesare le parole con lui è un imperativo.

Cesare C’è, e adesso ha cominciato a scrivere.

E io potrò leggere ogni giorno il suo nome sulla mia agenda, come se ad aiutarlo fosse stato quel piccolo ragno della R con le sue sottili ragnatele, come fossero linee di penna.

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6 pensieri su “Lui c’è

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