Ti ho osservata a lungo, già nella culla, nelle mie notti tutte da ridere se non fossero un incubo, ti ho osservata e sei mia sorella.

Ti ho ascoltata nei conti salati che spesso la vita ci presenta, ti ho ascoltata e mi hai ascoltata e anche li ti ho riconosciurta, sei mia sorella.

Non ti ho sentita li dove c’era poco da dire, nelle lamentazioni troppo facili, nelle recriminazioni che troppo spesso negano un futuro a qualunque sorriso. Eri anche li e sei mia sorella.

Ti ho sentito spesso ridere con la tua risata forte e un po’ sguaiata, un po’ retagio, un po’ urlo che caccia via la morte e ho capito chi sei, sei mia sorella.

Ti ho cercata con la timidezza che è mia e che molti confondono con la sufficienza e ti ho trovata in poche parole giuste, nei tuoi grandi occhi chiari, nel tuo sublime germoglio.

Chè noi scherziamo, ché ti abbiamo sempre presa in giro con questa storia stupida della “mezza sorellanza”, ché troppo forte ci sembri e quanto, quanto sbagliamo.

Perché tu sei mia sorella.

A mia sorella, a Viviana nel giorno del suo compleanno.

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4 pensieri su “Mia sorella

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