Tutto attorno a me emette, comunica.

Radiazione, vibrazione, onde, particelle.

Tutto trasmette in direzione dei miei ricettori, o comunque la trasmissione è talmente intensa e diffusa che i miei sensi non possono fare a meno di intercettarla.

Il querceto sulla collina incorniciato da nubi bluastre e più su il cielo di un azzurro nuovo.

La roverella al centro del prato che come un’antenna lignea diffonde attorno a se una musica corpuscolare che raggiunge le mie narici.

DCIM109GOPRO

Il concerto dei campanacci, il vento da est, le pietre dure e ruvide alla base del santuario che mi fanno da cuscino.

Tutto canta, e mi dice “benvenuto”, e mi dice “ben tornato”, e fa a gara per raccontarmi storie.

Perché io sono il decodificatore, sono colui che hanno aspettato per tanto tempo.

Ed io che sono il Signore innanzi a loro mi inginocchio, al loro cospetto mi prostro.

Perché loro senza di me non avrebbero senso, ma io senza di loro non sarei.

DCIM109GOPRO

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7 pensieri su “Ritorno al Santuario

      1. Oh bela, ed è lecito chiederti come in che senso?
        Ricorda che è l’occhio ( o l’orecchio che ascolta ) che guarda ad essere di disturbo.
        Non chi è osservato, mi intendi vero?

        Mi piace

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