Il fiume scorre lentamente fuori dalla gola all’interno della quale la roccia lo costringe per un lungo tratto. Appena fuori non è più Sosio e diventa improvvisamente Verdura.

San Carlo è presidio bianco a guardia della porta. In questo luogo nuovo già crescono radici.

Il fiume scorre lentamente e, non più costretto ad una rettezza lapidea, si concede una sinuosità di anse luminose nell’oro dei pioppi che incontrano l’inverno.

Tanti sono i miracoli che ho avuto la fortuna di scorgere nel dipanarsi della mia vita e in questo tempo di anse dorate credo che il nuovo miracolo da cogliere stia nel creare un profumo nuovo.

Non uno di quelli da distillare dentro una boccetta, ma un’essenza da conservare nel mio cuore.

Un profumo che abbia origine magari da un fiore, di quelli sui quali non mi sono chinato mai abbastanza, che adesso risulti ad un tratto nuovo, che come magnete olfattivo sia capace di attrarre altri odori che si intrecciano nell’aria di un’assolata mattina di dicembre.

E che assieme producano un grumo capace di scalfire la fatica di ieri e di penetrare dentro a recuparere ricordi smozzicati di altre mattine simili vissute sotto altri soli. E che su tutto ciò soffi un vento che non avevo mai sentito che mi schiarisca gli occhi.

Li risolleverò a guardare il fiume che scorre lentamente e tutto sarà perfetto all’improvviso, lascerà una traccia, inciderà dentro di me un codice buono per recuperare, nel tempo in cui la casa sarà lontana, un profumo, un ricordo.

2 pensieri su “Un profumo nuovo

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