Non sono capace di trarre auspici dal volo degli uccelli. Non bevo caffè e questo mi rende inesperto nella lettura dei fondi. Per tacere delle interiora degli animali, ché da queste parti se ne fa ben altro uso.

Traggo i miei auspici dall’umidità che di notte si raccoglie sui davanzali dei balconi. Li traggo dal modo che hanno le foglie che cadono dagli alberi di posarsi sulle piante del mio orto.

Traggo gli auspici dallo sguardo delle persone, dal rettangolo di cielo che incornicia ogni giono l’Isola delle Femmine, dall’intensità e dal tono che ha il canto del gallo all’inizio del giorno.

Traggo gli auspici leggendo il fondo dei miei pensieri, dal volo stanco di cui ancora sono capaci i miei sogni, e dalla maniera insolita in cui ogni notte si dispongono le mie interiora.

Traggo auspici nello spazio che ho, nell’angolo che mi è proprio, nel tempo che mi resta.

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6 pensieri su “Auspici

  1. Guardi il cielo, il mare, la terra, porti poi il tutto su un piano metafisico che collega il tramonto all’alba…signor mio lei è un greco. c’è picca chi fari.Ma qunato mi è piaciuto questo post!

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