Poco colpevoli per il male commesso. Poco meritevioli dei doni ricevuti.

Alla fine siamo un lungo e articolato tubo esplorabile.

Eppure stamattina, mentre scendevo da Corso Calatafimi, sospinto dal vento che sapeva di pioggia e immerso nella nuvola d’oro ad ogni folata nutrita dalle foglie delle robinie, ho pensato che quello spettacolo era un dono per noi “tubi”, e che quello fosse il canto e la danza di una divinità che giosce di tanta meraviglia da essa stessa creata e la vuole condividere con le sue creature.

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5 pensieri su “La nuvola d’oro

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