Voi due siete cugini. Di questa “cuginanza” tipica della nostra famiglia dove ai geni abbiamo sempre preferito i sentimenti, al sangue l’identità che deriva dall’avere condiviso pasti, abiti, riparo, valori.

E l’Universo queste cose le sente e le restituisce in termini di coincidenza, mette in fila i numeri che per qualcuno sono l’alfabeto che esso usa per parlarci.

Dieci anni tu, Mio Adorato, e uno Anna, la tua “cugina” più piccola.

Nati nello stesso giorno, nella stessa ora, nella stessa stanza d’ospedale, entrambi venuti alla luce in un caldo novembre con gli storni fuori dalle finestre a disegnare nel cielo auspici felici per voi.

Maschio l’uno e femmina l’altro non per opposizione ma per completezza.

Cugini perché il tuo papà, Zaccheo, e la mamma di Anna “non” hanno deciso di essere fratelli, le cose sono andate semplicemente così, perché non poteva essere fatto altrimenti, perché i vostri nonni erano e sono persone “fertili” senza alcun bisogno di fare la conta di ovuli e spermatozoi.

Siete cugini anche perché i vostri piedi hanno già camminato con le stesse scarpe e davvero non credo che ci sia una “familiarità” più profonda di quella che nasce da calzare le stesse scarpe.

Io non ti ho amato subito Amore mio, forse perché anche l’amore risponde alla regola di cui parla Felice Andreasi nel film “Pane e Tulipani”: “le cose belle sono lente”.

Mi sono innamorato di te piano piano. Non ti ho portato dentro la mia pancia come ha fatto la mamma, il mio non è stato un amore “gestativo”,  è stato un amore del fare, del camminare assieme, l’unico che forse a noi padri è concesso. Un amore più figlio dei dinosauri e delle balene che di improbabili geni.

Un amore fatto anche di regali che inevitabilmente assomigliavano a me prima di corrispondere a te. E siccome i miei “amici” britannici forse mangiano male e certe volte vestono anche peggio, ma certe cose le sanno fare molto meglio di noi (e molte di queste hanno a che fare con i bambini), qualche cosa in più che 10 anni fa feci venire dalla “Perfida Albione” ( dalle parti del Northampton per essere precisi) alcune paia di scarpine. Nel tempo in cui tu eri solo un’ombra sfocata sullo schermi dell’ecografo io già cominciavo a pensarti con un paio di queste ai piedi. Io, quello dei piedi nudi, ti immaginavo con scarpine inglesi ai piedi (l’amore è anche incoerente!). Scarpine che poi avremmo fatto fatica a metterti perché avevi sulla monta del piede una specie di polpetta di ciccia che rendeva i tuoi piedozzi simili a palle. E queste stesse scarpine le ha indossate Anna e ieri la sua mamma ce le ha restituite, perché anche a lei, che in quanto a cicce non ha niente da invidiare al te di allora, non vengono più.

Tu e Anna condividete una data, una stagione dell’anno, un’ora, il numero di una stanza. Ce ne è abbastanza per la cabala. Ma se vogliamo aggiungere un plus valore per la “podologia” allora non mi sembra cosa da poco il fatto che abbiate condiviso le stesse scarpe, che abbiate già camminato l’una nelle scarpe dell’altro, che ti assicuro, Amore Mio, è sempre la maniera migliore per comprendere le altrui istanze,  per passarsi il testimone, per partecipare di un’unica famiglia.

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7 pensieri su “Da 1 a 10

  1. Nell’amore il sangue non c’entra.
    Bel brano, ma se devo essere sincera, non mi è piaciuta la frase ““fertili” senza alcun bisogno di fare la conta di ovuli e spermatozoi.”-
    E te lo dice una che ha figli , che è fertile, e ha il marito fertile.

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    1. credo che diciamo la stessa cosa solo che io devo essermi espresso male. Quello che volevo dire è che la “fertilità” secondo me non c’entra niente con la biologia o la genetica. In questo senso mi ricollegavo ad un post scritto qualche giorno fa: https://adoraincertablog.wordpress.com/2016/09/28/lettera-ad-un-figlio-che-e-nato/.
      Il riferimento poi diventava specifico nel caso della mia famiglia. Nel caso della mia seconda mamma infatti io credo che lei sia una persona particolarmente fertile: ha di fatto allevato 4 figli anche se solo uno di questi era suo figlio biologico. Non so se sono stato in gradi di chiarire adesso il mio punto di vista.

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  2. Amore mio..è tutto lì!
    In alcune famiglie i numeri e i luoghi si ripetono, io dico sempre che non è sangue, ma è il filo dela vita, il perchè non lo so, chissà se lo scoprirò quando varcherò la soglia, non mi interessa, è una magia che voglio tenere stretta.

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