E’ il 24 ottobre 1946. La seconda guerra mondiale è finita da pochi giorni quando una delle armi più terribili da essa prodotte (un missile V-2) scatta da  un’altitudine di 65 miglia (104.60736 chilometri), con una fotocamera 35 mm, durante un volo suborbitale, la foto grazie alla quale riusciamo per la prima volta a vedere il nostro pianeta dall’alto.

E’ una brutta foto sgranata, scattata da una macchina da guerra orrenda, e anche per questo fa ancora più impressione pensare che sia stato proprio quello, proprio a  quelle condizioni, il momento in cui vediamo finalmente dall’alto la nostra “navicella solare”.

Arriveranno poi negli anni le bellissime foto scattate dalle diverse missioni apollo e da li in poi tutte le immagini che quotidianamente giungono da satelliti in orbita attorno al nostro pianeta e dalla stazione internazionale.

Ma quella è stata la prima, qualcuno dice la madre di una nuova sensibilità ambientale, la scintilla che ha fatto scattare in molti di noi un amore profondo per questa meravigliosa e delicatissima bolla di vita.

Io contemplo.

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2 pensieri su “Per la contemplazione 28.0

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