Come sono i tuoi piedi?

Perché lo chiedo? Li conosco bene. Sono strani piedi, così simili ai miei. Eppure su quei piedi ho fatto tanta strada, e tu hai il tempo per percorrerne molta di più

Come sono i tuoi polpacci?

Non più teneri e tondi, non più i polpacci del “piccolo” che eri fino a ieri. Sono adesso polpacci sottili e forti, allungati, buoni per il salto, buoni per la salita.

Come sono le tue mani?

Mani sottili sono le tue e anche in quello ci assomigliamo. Mani che si vergognano già di stringere le mie, ma buone per il mondo, per raccogliere l’acqua e portarla alla bocca, per carezzare il muschio e preparare con attenzione uno zaino.

Come è il tuo collo?

E’ versatile il tuo collo, è pronto ad assecondare il richiamo. E’ resistente al peso della testa che, per l’uomo giovane che sei, rischia già di essere troppo gravoso. E’ attraente il tuo collo, con quel neo a sinistra che appassionerà le tue “quasi simili” che adesso non ti appassionano.

Come sono i tuoi occhi?

E chi può dirlo, chi può descrivere le finestre della tua anima. Posso solo augurarti che siano appuntiti come quelli della mamma, buoni a guidare i tuoi passi, rapidi nello scorgere la tigre con i denti a sciabola che a grandi balzi giunge sempre dal fondo della pianura.

Come sei tu?

Questo ce lo dirà il tempo che sapremo strappare al tempo, e i sentieri che faremo assieme, e tutti i silenzi condivisi dentro i quali saremo capaci di sussurrarci ancora un amore schivo. 

 

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4 pensieri su “Come sei tu?

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