Se c’è una cosa che apprezzo nelle nuove tecnologie per la comunicazione e nei social è questa possibilità che ci viene data di arrivare agli altri attraverso percorsi tortuosi. Un poco come camminare per impervi e improbabili sentieri di montagna per arrivare poi, sorprendentemente, nel giardino della casa di qualcuno che non conosci e che non avresti mai previsto di incontrare.

Che poi, più che incontrare questa persona, incontri i suoi pensieri, le sue idee, le sue maschere magari.

Per farla breve, partendo da un post scritto nel mio blog che è finito sulla pagina facebook di un amico ho letto un commento (io non sono su facebook…mi limito a spiare poche selezionate pagine…lo so che è disdicevole ma oramai lo ho confessato) di una persona a quel mio post. Il commento mi è piaciuto tanto e mi è venuta voglia di visitare la sua pagina facebook. L’ho praticamente divorata entrando in contatto virtuale con una persona della quale ti viene subito da dire: “ma considerata la sensibilità di questa persona, i suoi interessi, la sua maniera di vedere e interpretare le cose, e soprattutto considerato il fatto che vive nella mia città: come mai non la ho mai conosciuta?”.

All’interno di questo suo mondo virtuale ho trovato tutta una serie di sollecitazioni, idee originali, elaborazioni di altri che mi hanno molto colpito e che ho già cominciato a rubare. A partire da questa vignetta di Giuseppe La Micela, anche lui conosciuto in questa occasione, che è un giovane vignettista catanese. 

Visto che nei giorni scorsi si è parlato tanto di satira (confondendo come spesso avviene i piani, in questo caso fra ciò che è giusto e ciò che merita la morte!!!) ho voluto pubblicare sul mio blog una vignetta che secondo me esprime con chiarezza uno dei significati della satira e che in fin dei conti condivide con la poesia: fornire un’illuminazione utilizzando un strumento estremamente sintetico.

Dentro quest’unica vignetta credo che sia condensato (se vogliamo utilizzare i numeri) un bel 30% di quelle che sono le mie idee circa la storia delle relazione fra sud e nord del mondo. 

8 pensieri su “Percorsi tortuosi

  1. Ciao, c’è un indirizzo e mail a cui scriverti, qui sul blog? Sto pensando a un’iniziativa da proporti, ma non essendo tu su facebook, è un po’ difficile fartene arrivare notizia. Grazie 🙂

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