Torno a distanza di qualche ora sulla mia recente esperienza torinese e lo faccio per raccontare di un’altra esperienza veramente unica vissuta nel fine settimana appena trascorso.

Il Salone del Gusto non è più, da quest’anno, concentrato al Lingotto ma “sparpagliato” per la città di Torino. Due grossi poli, uno al Valentino e l’altro fra Piazza Castello e Piazza San Carlo e poi tanti eventi sparsi in molti luoghi suggestivi e significativi della città.

Capitiamo per caso nell’atrio del Rettorato. Ci rendiamo subito conto che è uno spazio dedicato a realtà impegnate nel campo della cooperazione internazionale. Al centro c’è un allestimento che non capiamo subito.

Si tratta di uno spazio rettangolare di circa 8 metri per 2. Rappresenta una specie di zona umida con tanto di pianete tipiche degli stagni. Le piante sono finte ma perfettamente riprodotte. Su uno dei lati stretti c’è una tipica pompa a mano da noi quasi scomparsa ma che in Africa viene ancora molto utilizzata per prelevare l’acqua dai pozzi poco profondi.

I bambini fanno la fila per fare funzionare questa pompa che lascia cadere veramente acqua su questo diorama che rappresenta uno stagno. Il diorama ha all’interno anche una piccola tecnologia animatronic che, ogni volta che i bambini agiscono sulla pompa, fa andare su è giù le canne della palude.

Già così l’allestimento ci sembra geniale. Io che ho nella mia vita due grandi passioni che sono l’interpretazione ambientale e culturale e la cooperazione di comunità intravedo in questo allestimento un potente strumento di comunicazione che tiene assieme le due cose. Ma ci sfugge ancora l’elemento più importante. A causa infatti di un’illuminazione poco felice non ci rendiamo subito conto di cosa sia quella sorta di specchio o di porta che si alza perpendicolarmente sull’altro lato corto del rettangolo, all’opposto della pompa.

Ad un tratto capiamo e restiamo senza parole. Quella specie di monolite in stile “2001 Odissea nello Spazio” è infatti un vero portale spazio temporale. Si tratta di uno scherma che rimanda da questa parte immagini riprese in diretta, relative ad uno scenario identico a quello che vediamo da questa parte riprodotto in un villaggio del Burkina Fasu. Quindi stessa scena, le piante di una zona umida, un pozzo (vero questa volta) con la sua pompa e bambini africani che prendono l’acqua.

All’inizio abbiamo la sensazione che si tratti di immagini registrate ma poi abbiamo capito che i bambini africani erano in diretta sullo schermo degli italiani e quelli italiani in diretta sullo schermo degli africani grazie ad una tecnologia di comunicazione abbastanza elementare. I bambini da una parte e dall’altra ogni tanto si salutano, interagiscono fra di loro. Entrano per un momento gli uni nella vita dell’altro, si conoscono a distanza ma nel luogo nel quale ognuno vive, sviluppano reciprocamente compassione.

Per quanto mi riguarda in un secondo soltanto mi ha riportato alla mente e al cuore tantissime emozioni: i pozzi che con la mia associazione abbiamo contribuito a scavare, la gioia di sapere quante vite saranno salvate grazie a quei pozzi, soprattutto vite di bambini proprio come quelli che agitavano la mano al di la di quel “magico portale”.

Io non conosco la realtà che ho prodotto questo allestimento. Ho scoperto grazie ad internet che si tratta di una sorta di consorzio che si chiama “Fondazioni for Africa” che riunisce un gran numero di fondazioni bancarie e di ONG. So di certo che stamattina la prima cosa che ho fatto è stato mandare loro una email con i miei complimenti più sentiti per essere stati capaci di porre in essere una forma di comunicazione innovativa e potentissima capace veramente di avvicinare le persone.  

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5 pensieri su “Una porta aperta sul tempo e sullo spazio

  1. Anche io questo fine settimana ero a Torino. Sperimentare questo nuovo modo di vivere il Salone del Gusto, non più nell’ambiente asettico di LingottoFiere ma nel cuore di Torino è stato ancora più bello e buono! Speriamo continuino così, per le vie della città, anche i prossimi anni.

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    1. Concordo con Cristina: son stata al Lingotto e farne location per un tema così coinvolgente non era il massimo.
      Spero di viverla: è una esperienza che non ho ancora vissuto.
      Quando hai tempo controlla la poeta.
      Buona serata!

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