Vado pazzo per gli organizzatori della conoscenza. “Ci mancava solo questa!” penserete. Il fatto è che mi piacciono tutti quei prodotti della nostra fantasia capaci di organizzare la nostra conoscenza, mettere in relazione i vari settori del nostro cervello e darci la possibilità, ogni volta che che serve, di tirare fuori un ricordo.

Si tratta di strumenti divertenti e sottili che un tempo si utilizzavano molto anche nella nostra scuola primaria e che oggi sembrano quasi scomparsi.

Alcuni esempi?

Trenta dì conta novembre con april, giugno e settembre….“, chi fra di noi, a patto che abbia più di trenta anni, non è ancora oggi in condizione di continuare questa filastrocca?

Ideale per riportare alla memoria, ogni volta che serve, il numero di giorni per ogni mese. Io ne ho un altro di questi “organizzatori” per ricordare di quanti giorni è composto un mese che si fa con le nocche della mano, ma per mostrarvelo dovrei fare un tutorial.

Immagino che per la frase non sense “Ma Con Gran Pena Le Tira Giù” posso contare solo sulla memoria degli ultra cinquantenni. Si tratta infatti di un organizzatore che non è sopravvissuto agli anni sessanta e che serviva a ricordare i nomi delle Alpi (che oggi sono completamente usciti dal nostro orizzonte culturale). Ma per Marittime, Co per Cozie, Gra per Graie….e così via.

C’era un mio collega di agraria, per esempio, che per fare fronte all’improbo compito di ricordare a memoria tutti i nomi delle varietà delle pere aveva inventato una storia assurda (che smerciava anche fra noi colleghi impegnati nell’esame di frutticoltura). Fra Pera Coscia, Passacrassana e Butirra potete immaginare cosa ne veniva fuori.

Devo invece al mio amico Gianni l’organizzatore per ricordare, attraverso un particolare gioco delle dita delle due mani, la tabellina del 9, incubo di tutti i bambini alle elementari. Purtroppo anche per quello ci vorrebbe un tutorial.

Una filastrocca, un indovinello, un gioco fatto utilizzando le mani, un acronimo, una relazione numerica, una storia, sono tutti organizzatori della conoscenza che ci aiutano a districarci nel complesso mondo della nostra memoria, sono un’opportunità unica per aggiungere qualche cosa di magico e fantasioso alla vita delle persone e in particolare dei bambini.

Ma c’è uno di questi organizzatori al quale sono particolarmente legato e che riguarda la Luna.

La vita in città ci ha rubato il cielo. Quello diurno, perduto fra “le cimase” dei palazzi e oscurato dagli abitacoli delle automobili, ma soprattutto quello notturno che si è spento a causa dell’inquinamento luminoso.

Mi succede spesso, durante i miei incontri di educazione alla terra che faccio con gruppi di insegnanti, di chiedere: “chi sa dirmi se ieri sera in cielo si vedevano le stelle?”, domanda alla quale inevitabilmente segue una serie di sguardi e mormorii sgomenti.

Ci hanno rubato il cielo e come per molti altri furti che abbiamo subito sembra che nessuno di noi se ne sia accorto, che nessuno ne soffra. Per poi chiederci con smarrimento, quando anche il nostro cielo interiore si spegne: “come è potuto accadere?”.

Ma come sempre coloro per i quali mi preoccupo maggiormente non siamo noi adulti, che in un’economia planetaria siamo già buoni per vermi e funghi, ma i bambini, che già privati di molti dei luoghi della fantasia che potrebbero determinare una loro crescita interiore e mentale armoniosa (boschi, fiumi, ecc.) si vedono privati anche del cielo, delle nuvole, delle stelle, della luna.

E se per i primi potremmo dire con Primo Levi “…ma erano cose come le nuvole,
e difficili da spiegare…”, cose impalpabili, poco visibili anche nelle condizioni migliori non altrettanto possiamo dire della Luna. Essa è infatti la nostra luminosa compagna. Unici nel sistema solare, siamo un pianeta che più che avere un satellite, forma con la propria luna una specie di sistema planetario binario e che da questa invadente compagna riceve, fra gli altri, il dono delle maree e delle eclissi.

Eppure anche lei sta letteralmente scomparendo dal nostro orizzonte. I bambini di oggi (ma anche molti adulti) per esempio non sanno nemmeno come funziona il suo ciclo, in che relazione essa si ponga con la Terra, quando cala, quando nasce.

In questo senso non mi è mai molto piaciuto l’organizzatore tradizionale che molti ricorderanno: “gobba a levante luna calante, gobba a ponente luna crescente“. Usa la rima (uno degli organizzatori per eccellenza) ma lo fa utilizzando due parole che per i bambini di oggi avrebbero bisogno a loro volta di un organizzatore per essere ricordati: ponente e levante (va già bene se sanno dove è l’est e dove è l’ovest).

Allora è successo che qualcuno, tanti anni fa, mi ha insegnato un altro organizzatore. Non ricordo chi, credo qualcuno in America, ma non ne sono sicuro. Certamente un anglosassone. E’ quindi un organizzatore in inglese. Molti adulti eccepiranno che per loro è incomprensibile, ma se è vero che i bambini di oggi non sanno cosa sia il levante ed il ponente, è altrettanto vero che con l’inglese se la cavano molto meglio degli adulti. Siccome, come dicevo prima la mia preoccupazione è rivolta a loro, eccovi il mio organizzatore per capire se la luna è in fase crescete o calante.

Per la grafica ricorrerò come sempre al mio disegnatore preferito (il mio ragazzo grande).

Mettiamo che la luna si trovi in questa posizione.

luna-2

Immaginiamo di disegnare prima un’astina.

luna-b

Che lettera in corsivo vedete? La “b”. Che in inglese è l’iniziale di “born” (nascere) e anche di “begin” (cominciare). E quindi siamo a posto con quella nascente o crescente.

Adesso vediamo la luna nell’altra posizione.

luna-1

Immaginiamo di disegnare un’astina dopo.

luna-d

Che lettera in corsivo vedrete? La “d”. Che in inglese è l’iniziale di “dying” (morente), oppure di “death” (morte), o ancora di “down” (giù). E con anche la luna calante o morente siamo a posto.

Ogni volta che ho proposto a qualche bambino questo organizzatore ho ricevuto in cambio un dono prezioso di entusiasmo, interesse e curiosità e quindi mi sono convinto che si tratti di un buon organizzatore.

Non fosse altro che mi piace, non fosse altro che è capace di restituirci, per un poco, la Luna. 

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6 pensieri su “Riprendiamoci la Luna

  1. Il metodo che usa mio marito! Noi fortunati, che abitiamo vicino al mare, quanto a orientamento, siamo facilitati! Alba (fra le colline) e tramonto (in mare, proprio lì, dove il sole può nascondersi dietro l’abbraccio dell’orizzonte) ci indicano con chiarezza (ed estrema bellezza) dove sono Levante e Ponente.

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  2. Deve essere divertente la filastrocca sulle pere 😉 … a parte gi scherzi, questo delle lettere è un metodo valido anche per analfabeti geografici. Resta il fatto che sono affezionato alla gobba, e se un bambino riesce ad imparare anche ponente e levante collegandoli ai punti cardinali, non può che guadagnarci :).

    A presto

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  3. La luna io ce l’ho…ora ridi pure, ma lo sai che io pianto, taglio, poto, raccolgo, lavo…secondo le lune? E ora prendetemi in giro come fanno molti…la luna sarà sempre mia. E’ il mio astro preferito, sono nata alla sua luce, mia figlia ne porta il nome.

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