Finiti i giorni di vacanza trascorsi fra il fiume e il mare. Spero che l’acqua mi abbia ritemprato. Lo scopriremo nel tempo che viene.

Una poesia di Gary Snyder è riemersa in questi giorni dalla mia personalissima “notte dei tempi”. Mi fa piacere condividerla con chi avrà voglia di leggerla.

Canto del gusto

Mangiare i germogli viventi di erbe
Mangiare gli ovuli di grandi uccelli
la dolcezza carnosa imbottita
intorno allo sperma di alberi oscillanti

Il muscolo dei fianchi e delle cosce di
vacche dalla voce quieta
l’impeto nel balzo dell’agnello
la sferzata che il manzo ha nella coda

Mangiare radici cresciute rigonfie
dentro il terreno

Nutrirsi della vita di punti viventi
aggrappolati di luce evocata
dallo spazio
nascosti nell’uva.

Mangiarsi l’un l’altro il seme
mangiarsi,
ah, l’un l’altro.

Baciare l’amante nella bocca del pane:
labbro a labbro.

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7 pensieri su “Canto del gusto

  1. Molto forti le immagini che ci hai donato, la forza del fiume e della sua fauna è arrivata fin qui.
    Credo che nel momento in cui l’hai scritta non eri più un uomo, bensì ti sei identificato e fuso in un tutt’uno con la natura imperiosa che hai vissuto.
    Bella.

    Mi piace

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