Il mio nipote Ettore ha 8 anni. E’ uno fra gli esseri che la vita mi ha dato il privilegio di incontrare e che credo sinceramente appartenga ad una nuova e meravigliosa specie di esseri umani.

Nel periodo di vacanza del nostro cimento famigliare “Parla Londra” Ettore ha deciso di regalarmi questo suo racconto che senza esitazione pubblico. 

L’ incontro di Gilo

In un tempo lontano viveva un gigante che si chiamava Gilo e da grande voleva fare il pilota di formula 1.  Quando fece 18 anni decise di fare l’Astronauta allora si iscrisse ad un corso per astronauti.

Dopo 5 anni finì il corso e si preparò ad andare sulla Luna. Dopo 5 giorni partì lo Shuttle che arrivò su un pianeta sconosciuto. Gilo non credette hai suoi occhi, aveva visto Nettuno!!!!.

Gilo allora fece inversione con lo Shuttle. Ma quando stava per riuscirci gli si ruppe un motore.

Gilo in quel momento si sentì morire ma poi prese coraggio e fece girare lo Shuttle in rotta per la Terra.

Quando arrivò davanti a Giove gli si ruppe la bombola per l’ossigeno, allora Gilo spinse i motori al massimo.

Quando arrivò davanti Marte gli si  ruppe un altro motore allora provò a contattare la Terra ma nessuno gli rispose, solo in quel momento vide un marziano affacciato al finestrino dello Shuttle. Gilo si spaventò e fece girare il razzo che però si schiantò su Marte molto bruscamente .

Gilo svenne e quando si risvegliò era circondato da un gruppo di marziani che non riuscivano a capire cosa fosse successo allora spiegato l’accaduto i marziani lo aiutarono a ricostruire lo Shuttle e Gilo ripartì per la Terra.

Dove provò un’atterraggio di fortuna. L‘atterraggio di fortuna andò bene, Gilo  festeggiò e tornò a casa .

Dove tutti lo aspettavano impazienti.

4 pensieri su “Gilo

  1. Curiosità, resilienza, capacità di riconoscere la paura e superarla, voglia di esplorare e capacità di tornare… sono le prime associazioni di idee che mi vengono in mente. Penso tu abbia ragione su questa nuova specie di esseri umani alla quale spero, se tutto va bene, di poter ascrivere anche i miei figli (per doti molto diverse tra loro, mi sa che il mio piccolo è quello che più somiglia a Ettore). Anche se qualcuno a volte pensa che tutto vada sempre peggio, per ogni conferma c’è sempre anche una smentita e forse più di una. emergono sempre, alla fine, delle persone “ordinariamente straordinarie” che portano grandi doni al mondo per il semplice fatto di essere se stessi.
    Magari sono una inguaribile ottimista, ma ci spero 🙂

    "Mi piace"

    1. Le informazioni da aggiungere sono che Gilo nella stesura originaria si chiamava Girlo ma siccome Ettore non sa pronunciare la “R”, ha deciso di cambiargli il nome temendo di doverlo leggere in pubblico.
      L’altro elemento che mi piace è che non c’è stato alcun genere di aiuto da parte di nessuno né nella creazione della storia né nella stesura (di getto) al PC.
      Per lui è stata la prima creazione di un prodotto di pensiero e azione completo e lo ha portato a termine senza stress né troppo autocompiacimento. Spero mantenga sempre questo grande equilibrio che non so davvero da chi ha preso!!!

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