Adoro gli intervalli. Non parlo degli intervalli di tempo. Parlo semmai degli intervalli che definiscono uno spazio, tuttalpiù uno spazio/tempo.

Parlo di quegli estremi, quelle linee di confine, che i poeti, quelli veri, sono in grado di tracciare con poche, pochissime parole e che delimitano poi uno spazio all’interno del quale i narratori ricamano storie e noi comuni mortali siamo capaci di riconoscere l’ambito all’interno del quale, le nostre emozioni, le nostre relazioni, le nostre vite si dipanano. 

L’altro giorno una blogger mi ha detto che a colmare un intervallo che io avevo individuato e che mi produceva turbamento (quello fra la poesia e la vita) sono le parole.

E’ questo probabilmente il compito di chi narra ma non credo che sia quello di chi produce poesia. A chi fa poesia è dato semmai il compito di definire i confini di questi intervalli, di individuarne i limiti dando poi la possibilità agli altri di esplorarne lo spazio interno, di definirne le caratteristiche “ambientali”, di inventare le regole di mondi o di ritrovare le storie di vita in luoghi che però solo loro, i poeti, sono stati capaci di circoscrivere.

E’ quello che fa Eugenio Montale nella sua famosissima “Meriggiare pallido e assorto“. La Liguria terra stretta fra le montagne e il mare più di ogni altra in Italia, orientata sull’asse levante/ponente. Il poeta non lo dice chiaramente, non fa geografia, ma quello è il suo spazio di vita e lo delimita con parole ardite (la rima usata non ha precedenti se non nelle filastrocche per bambini) e nuovissime:

E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com’è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia“.

Davanti il sole di un pomeriggio ligure, dietro la luce di un alba oramai lontana, a sinistra il mare che è in se confine, a destra l’invalicabile muraglia orlata di cocci aguzzi.

E’ dentro questo spazio che si dipana il sentiero esistenziale del poeta e in fondo di ognuno di noi.

Il poeta ha messo i paletti, a noi, se vogliamo, il compito residuale e residuo di riempire lo spazio di contenuti, di storie personali, di dettagli, di parole.

Altri hanno fatto bene il loro lavoro con ancora meno. Due soprattutto mi hanno regalato degli intervalli all’interno dei quali più di una volta mi sono trovato a sognare delle storie, ad immaginare addirittura tutta la mia vita.

Qualcuno può eccepire che non si tratti di poeti ma di cantautori, per me di fatto la differenza non esiste.

E quindi ringrazio Francesco Guccini per avermi donato l’intervallo contenuto nella sua canzone “Ti ricordi quei giorni“:

Qui un poco piove e un poco il sole,
aspettiamo ogni giorno
che questa estate finisca,
che ogni incertezza svanisca.“.

Uno spazio compreso fra la pioggia  e il sole, un intervallo molto padano all’interno del quale si consuma tutto il tempo nell’attesa di una quasi auspicata fine dell’estate che sembrerebbe accompagnarsi alla fine di ogni incertezza.

Ma più di tutti ringrazio Roberto Vecchioni (a Francesco Guccini strettamente collegato anche se fautore di una poetica profondamente diversa) che nella sua “Ho sognato di vivere” dice:

…ma eran cose senza senso,
di nessunissima importanza,
tra una luce limpidissima
e il buio di una stanza,
dove ti ricordo bella, in piedi,
a tenermi per la mano,
mentre ora sono qui con Dio
che non ti rassomiglia nemmeno“.

Un intervallo di luce, uno spazio di cui non ci siamo nemmeno accorti e che ha costituito alla fine “tutto lo spazio a disposizione” per giocarsi una vita intera, e che riconosciamo solo nell’ultimo momento in cui ci troviamo al cospetto della divinità (che per il resto non assomiglia nemmeno alla donna che amiamo!).

Sarò mai capace di definire con le mie poche ed aspre parole un intervallo del genere? Lo ho già fatto da qualche parte e non me ne sono accorto? C’è qualcuno fra quelli che avranno la pazienza di arrivare in fondo a questo post che vorranno contribuire a questa riflessione regalandomi magari un loro personale intervallo, oppure l’intervallo creato da qualcun altro (poeta o cantautore che sia) che loro ritengano essere un esempio importante? 

 

15 pensieri su “Intervalli

  1. interessante ciò che hai scritto …

    io ho sempre considerato “intervallo” il mio punto di vista sul mondo o la vita. in effetti i miei pensieri, anche se molto variegati, possono illuminare solo una fetta di esperienze possibili.
    tutto il resto, è fuori, nel buio. un’infinità di esperienze mi mancheranno sempre. esplorare tutto è impossibile ma leggere, ascoltare musica, parlare con la gente, viaggiare, ecc ecc, vivere insomma, sono tutti modi per cercare di allargare il campo da gioco o, come dici tu, i confini.

    … non avevo mai pensato a questa cosa, in questi termini. quindi posso dirti che oggi, con le tue parole, hai spostato i limiti del mio “pascolo” terreno e per questo te ne sono molto grato.

    "Mi piace"

  2. Per me l’intervallo è solo il momento in cui inizio a leggere la prima partola e chiudo con l’ultima. Tutto ciò che vi trovo dentro mi fa spaziare senza limite; il poeta crea un confine con la parola, ma lascia libera la mente e allora l’intervallo va via e i confini li crea l’uomo, nella sua mente e geograficamente.

    "Mi piace"

  3. Ho trovato la tua riflessione molto interessante e assai efficace nel descrivere lo “spazio” del poeta. Proprio oggi pomeriggio ho composto una poesia sulla mia personale percezione della presente estate o scorcio di vita che dir si voglia. Se vorrai dare un’occhiata, la pubblicherò domani 🙂

    "Mi piace"

  4. “Quando sei qui con me
    Questa stanza non ha più pareti
    Ma alberi,
    Alberi infiniti
    Quando sei qui vicino a me
    Questo soffitto viola
    No, non esiste più.
    Io vedo il cielo sopra noi
    Che restiamo qui
    Abbandonati
    Come se non ci fosse più
    Niente, più niente al mondo”.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...