Terzo appuntamento di questa tre giorni di anniversari.

Ieri Sergio Endrigo avrebbe compiuto 83 anni.

Una grande sensibilità supportata da una voce speciale. Quella che mia moglie (figlia di un altro tempo) definisce “una voce antica”.

Per semplificazione giornalistica associato alla così detta “scuola genovese” (anche quella una semplificazione giornalistica) secondo me è invece più vicino all’ispirazione, e in qualche modo ai temi, del suo concittadino Umberto Saba.

In ogni caso Sergio Endrigo è stato una persona e un cantante originalissimo che ha vissuto, dal punto di vista artistico, almeno quattro vite. 

La prima, più di tipo Sanremese, nella quale anche lui si è concesso e in qualche modo ha accettato i compromessi del mondo dello spettacolo italiano. Nonostante tutto da quel periodo vengono fuori molte delle sue canzoni più belle.

Una seconda vita musicale durante la quale si apre a tutta una serie di collaborazioni con musicisti brasiliani fra i quali Vinicius De Moraes e Toquinho e quindi inevitabilmente la sua musica troverà in quel periodo grande ispirazione in quella brasiliana.

E’ in questo periodo che d’altra parte comincia la sua terza vita, nella quale invece avvia una lunga riflessione sulla “Canzone per i Piccoli”. In una prima fase produce tutta una serie di canzoni originalissime che risentono ancora della sua collaborazione con gli artisti brasiliani ma poi, in un secondo momento, comincia una complessa rilettura delle poesie di Gianni Rodari che secondo me, ancora una volta, da vita ad una stagione di canzoni meravigliose.

E’ in questa fase che, rileggendo in chiave musicale la poesia di Rodari da vita a “Un signore di Scandicci” (ispirata alla poesia “I bravi signori” di Rodari”) che per me è la poesia/canzone che contiene in se uno dei moniti che ho “inciso sul frontone della mia vita”:

Tanta gente non lo sa,
non ci pensa e non si cruccia
La vita la butta via
e mangia soltanto la buccia!

La sua quarta vita è infine la più triste, fatta più di controversie giudiziarie (la paternità della colonna sonora de “Il Postino”) che di altri momenti musicali. In questo senso credo che ad una sua incapacità nell’accettare la fine della “gioventù” e del successo si associ soprattutto la scomparsa della sua voce. Conservo ancora l’ultimo suo CD prodotto grazie al supporto di sua figlia che lo sosterrà molto negli ultimi anni della sua vita. Lo ho sentito una sola volta e poi non ho più avuto il coraggio di ripetere l’ascolto.

Di lui, in questo giorno in cui ne celebro la nascita, voglio ricordare un’altra “Canzone per Bambini” nella speranza che un giorno possa diventare l’inno di pace di questo martoriato Pianeta. La dedico naturalmente ai miei figli e ai miei nipoti.

 

 

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33 pensieri su “Anniversari 3.0

      1. Scherzi? Ho passato la vita ad ascoltare cantautori e non pensavo di essere una rarità.
        Comunque hai ragione, solo coloro con cui abbiamo condiviso lo stesso tempo possono apprezzare certe cose, oggi ci sono ben poche cose (forse nessuna) che valga la pena ascoltare in ambito cantautorale.

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              1. Credo nell’appartenenza ad un tempo, solitamente quello legato alla gioventù, che volenti o nolenti ci portiamo dietro… così che nel futuro non ci riconosciamo, se poi si aggiunge la vecchiaia che avanza…be’ allora è il momento di rispolverare un vecchio vinile e farsi due risate sui giovani di oggi che non sapranno mai cosa si sono persi.
                Piacere di conoscerti Marzia.
                Un caro saluto
                Carlo

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                1. Piacere anche mio..
                  Mio marito, pensa te, ha comprato un modello di giradischi dove ascoltare gli Lp che abbiamo tesaurizzato!!
                  Veramente c’è da farsi due risate su costoro e pure compatirli: poveracci.
                  Io ho una nipote che sta tentando di partecipare ad X Factor e pure altro ( viene puntualmente scartata), ma la “colpa” è del fanatismo del padre.
                  Questo tragicomico rincorrere il successo suo e di tanti mi ricorda il film “Bellissima” con la straordinaria Magnani, tieni presente, vero?
                  Sempre attuali certi film, degli evergreen sulle manie dei genitori, frustrati aggiungo.

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                  1. Ho ancora l’impianto stereo ultra trentennale e tutti gli Lp di un tempo, circa 150, in buona parte cantautori anni settanta/ottanta. Per me l’ascolto è migliore con questo sistema se messo a confronto con i cd…tanto ormai tutto già superato da files mp3 o simili, ma ci si guadagna solo in spazio.

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                    1. Sorry…:(
                      Mi sento così deficiente ultimamente; sì certo non udenti.
                      🙂
                      Per farmi “perdonare” ti lascio un aneddoto che mi è molto piaciuto, Francesco…
                      Credo possa piacere anche a te.
                      “un gruppo di universitari libanesi andò in visita ad un vecchio saggio sulla montagna, pacifico e felice nella sua evidente povertà.
                      “Parlaci del denaro”, chiedono i giovani.
                      Il saggio sorride e dice: “Guardate attraverso il vetro della mia finestra. Che cosa vedete?”.
                      “Il cielo, il sole, la montagna, gli alberi, la gente che passa…”.
                      Il saggio, allora, tende loro, un piccolo specchio e dice: “Guardate in questo specchio. Che cosa vedete?”.
                      “I nostri volti, evidentemente”, rispondono i giovani, meravigliati.
                      Il saggio riprende lo specchio, vi toglie la lamina d’argento e lo porge di nuovo ai suoi visitatori.
                      “Ed ora, che cosa vedete?”.
                      “Questo specchio non è che un vetro, dicono, non ci si vede più, ma si vedono gli altri”.
                      Credo che abbiate capito come loro hanno capito.”

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              1. La devi contestualizzare però, Francesco; lui è un parac…o spaventoso.
                Cattura finanche una come me che ascolta ben altro.
                Franco Moretti, fratello di Nanni, mio docente di inglese all’università disse che l’uomo contemporaneo è a metà tra Paperino e Kafka. Concordo, facciamocene una ragione.
                🙂
                E poi ci son regole che detta il mondo dello spettacolo…
                A me piaceva la Arisa dei primi tempi, hai visto ora com’è ridotta? L’hanno manovrata come un burattino.
                Ne ciarlo solo perchè uno dei miei due fratelli ha lavorato con diversi artisti italiani ed è nel mondo della musica.

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  1. Ecco, Endrigo sì… fin da bambina, con “Ci vuole un fiore” e “l’arca di Noè” (erroneamente all’epoca classificata come canzone da bambini, ma che poi forse ha dato l’avvio proprio a quella fase rodariana di cui parlavi). Poi in qualche modo, benché (forse per motivi anagrafici) non lo abbia seguito come altri, alcune sue canzoni sono rimaste pietre miliari, e la voce… inutile dire che sì, io lo sento molto “genovese”, è una cosa in parte soggettiva, in parte dovuta ai legami e forse un po’ anche alla sua indole. In ogni caso, è patrimonio nazionale, come altri. Da lui non posso prescindere quando penso alla colonna sonora della mia vita.

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      1. Caonzone per te, Lontano dagli occhi, Via Broletto 34, Io che amo solo te, Teresa, Aria di neve… faticherei a dire quale di queste sia la mia preferita. Del resto ce ne sono anche altre. Ho ritrovato “Ciao Poeta”, l’omaggio fatto da diversi cantanti alla sua morte che avevo comprati tempo fa, alcune interpretazioni sono davvero belle

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