La solennità deve sempre prevedere l’eccezione della distrazione, l’ordine l’irregolarità liberatoria del disordine.

Lo so che i miei cortocircuiti risultano sempre arditi e in fondo nemmeno io so bene cosa mi scatta dentro in certi momenti e che pone in relazione cose che apparentemente non hanno relazione fra di loro.

Fatto sta che questa immagine e la riflessione che la segue mi hanno fatto ripensare ad un post letto qualche giorno fa e scritto da una delle persone, che all’interno di questa mia blogavventura, apprezzo maggiormente per il modo in cui pensa e scrive le cose.

Senza il suo permesso offro quindi, a chi non lo ha letto ancora, il frutto di questo mio furto, nella speranza che la sua autrice vorrà perdonarmi: “il prodigioso potere del disordino“.

La foto è stata tratta da un reportage in Birmania condotto dal fotografo Alessandro Bergamini

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4 pensieri su “Distrazione

  1. Io sono più per il potere del riordino, l’ordine intorno a me mi aiuta a ritrovare l’equilibrio interiore, mentre elimino le cose inutili, faccio pulizia anche dentro, però credo anche che la piccola crepa nel muro, la ragnatela, la risata “inopportuna” durante una riunione importante, il fiorellino disegnato a margine della lettura impegnata, lo spuntino fuoripasto, il cassetto della biancheria che somiglia a un’insalata mista siano lo spiraglio lasciato aperto sulla flessibilità, sulla disponibilità a cambiare, in poche parole sull’umanità e anche l’imperfezione necessaria per apprezzare meglio la perfezione.

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