Sono tanti i pianeti (detti esopianeti perché appartenenti a sistemi solari diversi dal nostro) individuati dal telescopio Kepler affiancato da uno speciale software della NASA.

Abbiamo appena cominciato la ricerca e ne abbiamo individuato già 3200. Di questi, 9 stanno all’interno di una particolare fascia detta Goldilocks Zone che per me è una di queste cose meravigliose che gli scienziati, ogni tanto, si tirano fuori.

La Goldilocks Zone e la fascia compresa (con riferimento al nostro sistema solare) fra Venere e Marte e che ha in se tutte le caratteristiche che hanno permesso alla vita di svilupparsi (di sicuro sul nostro pianeta e a questo punto direi molto probabilmente anche su Marte).

Bene a me questa fascia sembra contenere in se un’idea che è per me la più incredibile, commovente, meravigliosa che la mia mente possa concepire: quella della Vita.

Non sono più costretto a identificarla con la delicata bellezza del mio pianeta, non più soltanto nella trasparenza della sua atmosfera, nella dolcezza dei suoi colori.

Posso fare ancora un passo indietro. Solo ieri Yuri Gagarin (e chi è venuto dopo di lui) mi ha regalato un’immagine totale e dall’alto del mio pianeta e oggi altri uomini (impegnati in studi e ricerche che vanno, almeno nei risultati, un poco oltre e un po’ più su delle beghe planetarie nelle quali molti altri sono impegnati) mi hanno donato un’intera fascia, un lungo nastro che posso replicare tale e quale in giro per l’universo, una cartina “torna sole” da poggiare sul volto dell’universo per sapere, inequivocabilmente, dove c’è la vita.

Perché io credo, profondamente credo, che la vita non sia un fatto casuale, che la vita non sia un’eccezione misteriosamente apparsa su questo microscopico frammento di roccia e di acqua in viaggio attraverso l’universo da qualche miliardo di anni.

Io credo, profondamente credo che la vita sia forte, che la vita sia resistente, incrollabile nella sua determinata volontà di diffondersi se solo trova le condizioni minime, se solo le viene concessa un’opportunità.

Se la vita sul nostro pianeta alla fine è paradigma della vita nell’Universo, se la tenacia dei semi, la delicata e disperata volontà dei germogli, la determinazione del feto e del cucciolo, il disperato attaccamento alla vita di ognuno di noi, rappresentano il modo e la cifra attraverso i quali la vita esprime, propone e impone se stessa fra il gelo inconcepibile dello spazio e le devastanti temperature delle stelle, io credo, profondamente credo, che la vita sia molto più diffusa nel nostro universo di quanto non si creda e che la Goldilocks Zone sia per noi una specie di mappa del tesoro: una X posta sul punto dove converrà scavare.

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2 pensieri su “3200

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