Caro Zaccheo, Mio Adorato,

con la mamma ti abbiamo dato questo nome dieci anni fa. Un po’ irresponsabili noi nel dartelo, coraggioso tu nel riceverlo e nel portarlo (quasi) senza tentennamenti. Ragione aveva lo zio Filippo quando disse: “appena mi avete detto che volevate chiamare così il bambino ci sono rimasto male, ma adesso dico ‘guai se non si chiamasse Zaccheo!’“.

Oggi, nel giorno della tua prima comunione, tu che basso non sei da nessun punto di vista ti si guardi, sei chiamato a salire sul tuo sicomoro per vedere meglio il Signore che passa.

Perché io lo so come sei fatto tu. Lo so che anche se ti hanno detto che dovrai andargli incontro preferirai, un po’ in bilico sul ramo, aspettare che sia lui a chiamarti.

Chi ti legge il cuore sa che non c’è nessuna presunzione in questo e meno che mai arroganza. C’è semmai un rispetto per gli altri che non si offre facilmente al contatto, una compassione per il prossimo così profonda da rendere complicata la relazione, uno stare in disparte che racconta la storia di un bambino che ama osservare gli altri e che diventerà un uomo attento agli altrui bisogni.

Nonostante tutto ti dico: provaci Amore mio. Quando alla fine il Signore domani si fermerà sotto il tuo ramo, ancora prima che lui sollevi lo sguardo verso di te, ancora prima che pronunci la sua prima parola, sii tu a parlare e digli che questa sera lo aspetti a casa tua e che la tavola è imbandita e che il vino è buono e abbondante.

E’ così che dall’albero nasce un frutto migliore di quello che ha dato vita al seme dal quale è nato l’albero. E’ così che tu figlio mio sarai migliore di me, più pronto all’incontro, più reattivo alla chiamata.

Mi piace chiudere con una frase di San Tommaso D’Aquino che forse servirà a chiarirti le ragioni di tanta mia commozione nel vedere la scena e sentire la canzone di un film che amo tanto (ma che a te ancora non piace molto). Considera anche questa frase come un augurio.

Nell’Ultima Cena, dopo aver celebrato la Pasqua con i suoi discepoli, mentre passava da questo mondo a Suo Padre, Cristo istituì il Sacramento dell’Eucarestia, come memoria perpetua della Sua passione…il più grande di tutti i miracoli: a coloro che la Sua assenza avrebbe riempito di tristezza, lasciò questo sacramento come incomparabile conforto“.

Annunci

2 pensieri su “Incontro

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...