Dove andranno a finire i palloncini
quando sfuggono di mano ai bambini
dove andranno, dove andranno,
vanno a spasso per l’azzurrità.

Cara Mari nel giorno di questa ricorrenza “rotonda” voglio farti un regalo. Ti rivelerò un segreto che con un gioco di “ghematria” ho scoperto solo oggi.

Hai notato infatti la stranezza? Hai notato la coincidenza?

Oggi fai 40 anni (lo so che almeno questo segreto potevo tenerlo per me!).

Noi ci conosciamo da 20 anni (non dimenticherò mai la tua faccia attenta incorniciata da codini e fossette mentre io tessevo la tela di parole nelle quali avrei imprigionato te e Paolo).

E quindi questo è l’anno 0! L’anno in cui ricominciamo con più energie di prima. Abbiamo fino ad oggi rivoltato le nostre ali come fossero un guanto e adesso le svolgiamo nuovamente, per altri 20 anni, per altri 40 e poi nuovamente a rivoltarle. Qualcuno dice che è così che funziona il nostro Universo, perché non dovremmo farlo anche noi? 

Ma con sta storia della ghematria quasi mi dimenticavo di svelarti il segreto.

Mari a questo giro di boa ho scoperto dove sono andati a finire tutti i nostri palloncini. Abbiamo temuto che fossero scoppiati, andati via per sempre. Pensavamo di averli perduti. Non è così. C’è un posto nascosto e io l’ho scoperto. Oggi te lo dono.

Dove è andato a finire Pacha Mama? Dove è l’urlo dei bambini prima di scollinare nella valle del centro? E il torrente gorgoglia ancora prima di riversarsi nella vasca di pietra? Dove è il viale delle querce? Dove sono le chiacchierate sotto il cipresso? Il granchio vive ancora dentro la cisterna? Il glicine si arrampica sempre sulla facciata? E dalla finestra sul tramonto è sempre possibile vedere il sole che si immerge nel Tirreno? Dove sono andate a finire tutte le faville che si alzavano dal fuoco di campo? Dove le fragoline che crescevano accanto al campo degli Ispettori del Collegamento?

Dove è andata a finire la Scatola del Tempo? Dove è andato il Professor Clessidra? E sua figlia Calendaria (Daria per gli amici)? Dalla scatola vengono fuori ancora gli abitanti di un altro tempo? Il pescatore, la donna etrusca, il disegnatore di carretti siciliani, dove sono andati a finire? E Teodosio lavora ancora nel suo studio? E il Topo di Biblioteca imperversa ancora per le sale troppo silenziose della biblioteca comunale? 

Dove sono andati a finire i Guardiani della Terra? C’è qualcuno che si occuperà oggi di “spidugghiare” i microsentieri? E chi strizzerà le spugnette dei cattura odori? C’è un luogo dove ancora risuona il “SI” rombante che i Guardiani urlano quando gli chiediamo se si vogliono occupare del nostro Pianeta? E tutti quei ciondoli di legno, tutti quei nomi, dove sono finiti?

Io non lo sapevo Mari, ma adesso lo so. Magari tu te ne eri già accorta e quindi questo mio regalo arriva in ritardo.

Tutto questo è finito nel cuore della gente. Ognuno dei nostri palloncini, ognuno dei nostri sogni, al riparo dalle intemperie e dalle spine, nel cuore fertile di tutti i bambini che ci hanno accompagnato in questi anni, degli insegnanti, al caldo in quelli dei nostri figli. 

Abbiamo fatto il nostro lavoro Mari, e continueremo a farlo. Non è scomparso nulla.

Anche per questo, con tutto l’affetto che è difficile esprimere in questa quotidianità che a volte consuma, io oggi ti celebro.

 

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8 pensieri su “Dove andranno a finire i palloncini

  1. L’ha ribloggato su Alchimiee ha commentato:
    Evidenzio questo apporto di Francesco perchè ha superato se stesso in questa narrazione e perchè i palloncini mi ammaliano ancora nonostante abbia 61 anni.
    Lo ringrazio per aver condiviso tutto quest con chi passa.

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  2. Confesso che non mi sarei fermata da te e ripetutamente se la tua scrittura e i tuoi ( e vostri) progetti in Africa non mi avessero catturata.
    Si percepisce uno spessore in quello che scrivi che di rado ho trovato.
    Non ho motivo di adularti e lo sai: digito quello che penso.
    Molti curano blog che, a mio modesto avviso, non hanno senso, blog che son lontani dall’essere essenziali, propositivi. Son chiusi in se stessi, imbrigliati come cavalli dai narcisismi.
    E me ne spiace innanzitutto per loro: sono in gabbia e non lo sanno.
    Sai che da me passa gente che vende prodotti di bellezza, ect?
    E mi diventano pure “follower”, ma io mi chiedo perchè..e non conosco la risposta.
    Non so come capitai qui, ma so che ci torno sempre volentieri e che il tuo blog è tra i pochi link che ho da me.
    Buona serata Francesco a te e alla tua bella famiglia

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  3. Essere “oggetto” del tuo blog in maniera così profonda mi lusinga e non poco…come già ti ho scritto un “grazie” non basta! Infine l’idea che i cuori di chi ha vissuto con noi alcuni momenti improtanti (anche per il nostro Vascello Solare) mi ha sempre attraversata e dato consapevolezza…

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    1. e d’altra parte lo abbiamo anche vissuto nel quotidiano…non ultimo l’incontro casuale con quegli inseganti che erano stati con noi a Pacha Mama e che ricordavano ancora l’esperienza come una delle più belle della loro vita….

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