Sono giorni difficili. Fino a ieri sembrava che le Riserve Naturali della mia regione non avrebbero avuto ancora  a lungo il loro presidio: le persone che in questi 25 anni hanno provveduto alla loro tutela. Avevo scritto un pezzo, diverso da questo, che spero non sarà necessario pubblicare.

Oggi sembra che l’emergenza sia in parte rientrata. Forse è solo una breve proroga, un altro po’ di tempo prima del disastro finale.

Non so cosa accadrà domani. Di sicuro però ieri (in un tempo veramente lontano) avevo scritto una poesia per celebrare tutte le persone che in questi anni hanno letteralmente sacrificato la loro vita per far si che ciò che rimaneva da proteggere in Sicilia fosse protetto. Gente che mai nessuno ha ritenuto opportuno cantare, ha ritenuto opportuno celebrare.

Oggi la prima nota la do io nella speranza che altri vogliano unirsi nei giorni che vengono per produrre un canto potente.

So che in questa poesia, che non ero riuscito mai a chiudere e che adesso ho concluso in fretta mancano alcune persone importanti, ho dalla mia parte una ragione: la rima è difficile.

Se non tutti i nomi, dentro questa poesia storta, ci sono sicuramente tutte le persone che da sempre lottano per la protezione dell’ambiente naturale in Sicilia.

Io oggi le celebro.

 

Ho conosciuto uomini

Ho conosciuto uomini che hanno salvato il mondo,

Non tutto, un pezzetto soltanto,

Ma chi può dire d’aver fatto altrettanto.

 

Canto allora di gesta che nessuno volle

Che però diedero gioia a tutti.

Non di lutti, canto, ne di guerre,

Non d’amori, ne d’armi.

Vanto degli eroi fu a volte una data,

Una firma, un protocollo,

Fu un “no”, magari,

Un’ora in più di lavoro,

Una responsabilità presa ad altri invisa,

Un esempio ai bambini

Le risa dinanzi ad una cascata,

Una pianta non recisa,

Una vita salvata,

Piccola, magari,

Come quella di un insetto.

 

Allora canto Enzo,

Sia dagli uomini molto amato,

Salvò l’Ippari e l’Irminio,

Avrebbe voluto fare solo cemento armato.

 

Canto Giando che tessè una rete.

Troppo spesso la spola smarrita,

Troppi demoni contro

E fatica infinita.

Rete d’uomini in principio

Ed infine Rete di Vita.

 

Canto Angelo, angelo peloso,

Coraggioso, impavido sempre,

La sua ombra mi ha protetto dalle fiere

E con me un’isola, una grotta, un lago, una foce,

Mai indietro nella lotta, con la voce e il sorriso soltanto

Mise eserciti in rotta, in rotta financo il potere.

 

Canto Marina, accanto a me allora,

E accanto sempre.

Mi ha insegnato la disciplina e la regola

Che sole servono per dare senso alle cose.

Per sentire il suo nome sali sulla montagna,

percorri i sentieri del bosco, scendi nella gola.

 

Canto Giulia, la piccola casa dell’amore di ieri,

Perché i veri gioielli sono piccoli,

Come piccola è Giulia, piccolo è il pezzo suo,

Piccolo l’ingresso, piccola la gratitudine,

Piccola la ricompensa.

Pensa Giulia dietro la scrivania, pensa.

 

Canto Vincenzo, eroe per caso.

Iniziò per gioco e divenne impegno,

Cominciò per poco e divenne lavoro.

Nell’alba lucente ancora splende il Gallo d’Oro.

 

Canto Tata, della Montagna Salvatore,

con ardore si fece baluardo.

Non gli diedero tempo per completare la sua ode

Adesso è dell’isola il custode.

 

Canto Emilio, che a difendere il lago

Pose tutto se stesso e sarebbe bastato il suo pugno.

Andate al Biviere di giugno, quando l’acqua diviene pantano, e ascoltate.

Non è verso d’uccelli, non è stormire di canne,

È il suo nome che cantano.

 

Canto Giovanni che incrociai un giorno con l’airone ferito,

il rito del’uva e del cappero sarebbero diventati la sua cifra,

mai stanco custode del mito.

 

Canto Mario prigioniero di carte,

fu capace di tessere ad arte relazioni,

a credere in ciò che molti credevano vano,

sulle sabbie di Vendicari potete vedere ancora

l’impronta della sua mano.

 

E canto, canto, ancora canto,

Chè ho conosciuto uomini che hanno salvato il mondo,

Non tutto, un pezzetto soltanto,

Ma chi può dire d’aver fatto altrettanto.

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18 pensieri su “Io li conosco

  1. Mi piace moltissimo. Di persone così si dovrebbe parlare. Qst sono gli esempi che lasciano sperare… 😀 Apro una parentesi perché su alcune isole di capo verde, a maio in particolare, si stanno portando avanti dei progetti di microimpresa femminile (la donna è i fulcro nevralgico, economico e sociale) volti al sostentamento ed emancipazione, appunto, delle donne. Ci dovrei andare a settembre. Siccome non credo al caso mi sei venuto in mente tu e la tua esperienza… Un abbraccio 😀

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      1. Ti ringrazio. Scendo ora a maggio anche se con la sola finalità di vedere e stare con Sofia ma, niente capita per caso. Quindi credo che avrò bisogno di spiega. Magari ci possiamo rendere utili l’ uno con l’ altro. Nel frattempo ti devo fare le miei congratulazioni. mi piace assolutamente il taglio che stai dando al blog. Un abbraccio 😀

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  2. “Ho conosciuto uomini che hanno salvato il mondo,

    Non tutto, un pezzetto soltanto,

    Ma chi può dire d’aver fatto altrettanto.”

    Bellissima poesia, mi trovo molto in sintonia con il pensiero che esprime.
    E tante grazie per essere passato sul mio piccolo blog.
    A presto Francesco!

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