Oramai da qualche anno i MITIng nazionali della mia associazione si aprono sempre con questa immagine.

Ho visto per la prima volta questa foto durante una mostra delle opere di Yann Arthus-Bertrand allestita al Museo di Storia Naturale di Londra, una decina di anni fa.

Deve essere rimasta in un angolo della mia mente e poi è tornata a galla alla vigilia di uno dei nostri MITIng.

Ho pensato che fosse perfetta per noi e per quello che facciamo, per come lo facciamo e per i valori che proviamo ad aggiungere.

Mi è sembrata sin da subito un’immagine ricca di significati, un’immagine che nel suo essere riprodotta, MITIng dopo MITIng, viene arricchita sempre di nuovi significati.

Il primo di questi significati è sicuramente connesso con quello che alcuni di voi leggendo ha pensato potesse essere uno strafalcione: MITIng anziché Meeting.

Non è un errore. Il fatto è che MITI in swahili vuol dire proprio “Alberi” e piantare alberi è stato il nostro lavoro all’inizio di questa avventura africana. In dieci anni ne abbiamo piantati più di mezzo milione sugli altopiani della regione di Iringa in Tanzania. Alberi che adesso rappresentano il “deposito di sicurezza” per la tribù degli Hehe, la tribù che ci ospita e con la quale proviamo a “negoziare” ogni giorno la nostra idea di cooperazione.

D’altra parte anche il nome della mia associazione ha una relazione con questa immagine. Tulime infatti in swahili vuol dire “Coltiviamo!”, un congiuntivo esortativo che nel tenerci uniti ci esorta ogni giorno a coltivare “sogni e alberi”.

E poi tutte quelle tracce che conducono all’albero come i sentieri che ognuno di noi percorre ogni volta per raggiungere la sede dei nostri MITIng, sentieri lunghi come l’anno di lavoro appena trascorso, sentieri di persone che vengono da varie regioni d’Italia, da vari stati europei, dall’Asia, dall’Africa, sentieri infine che ci “congiungono” con tante altre persone che magari ai nostri incontri non potranno mai venire (anche se noi facciamo di tutto e vorremmo avere più risorse per fare di più) ma che con noi condividono un sogno.

E poi quell’albero al centro che gratuitamente fornisce ombra, riparo, cibo a chiunque a lui si avvicini con il rispetto dovuto a “L’Onphalos”, a quell’ombelico del mondo che si apre ovunque gli esseri viventi di questo pianeta riescono a costituire un sodalizio che va oltre i nostri egoismi sdruccioli e ci eleva ad un livello irraggiungibile per il singolo, pervio solo per “l’associazione fra i viventi”.

Per il resto è libera interpretazione.

A noi non resta che ringraziare colui che è riuscito a restituirci un’immagine così versatile, poetica e intensa, paradigma essa stessa della vita su questo pianeta.

9 pensieri su “L’Albero della Vita

  1. L’ albero ha un grande valore simbolico: affonda le sue radici nella terra e allunga i suoi rami nel cielo. Unisce il terreno ed il divino. Piantare alberi costruisce futuro 😀

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