Il mercato lo sa. Il mercato lo sente. Uno come lui, abituato a creare i nostri bisogni figurati se non è capace di prevederli. Se non fosse così pensate che sarebbe ancora qui, più che mai protagonista, dopo tutti questi anni.

Sono sicuro che vi ricorderete quando qualche anno fa vennero fuori quelle scarpe con le rotelline che fecero impazzire tutti i bambini italiani. Tutti le volevano, tutti le chiedevano per Natali e compleanni. E noi adulti a chiederci: ma dove mai li useranno? La nonna che oramai è l’unica ad avere un corridoio di una certa lunghezza figurati se gli permetterà mai di usarle da lei. In strada non girano, proprio non funzionano. Ma per che posto saranno mai state fatte ste scarpe?

Sempre così ingenui noi consumatori. Come dico sempre al mio bambino grande quando nei negozi si avvicina ad uno di quei prodotti che puzzano di “oggetto o alimento assolutamente inutile e probabilmente dannoso”: “Mio Adorato non lo senti il Sig. Libero Mercato che si stropiccia soddisfatto le mani?”.  E il Sig. Libero Mercato si stropicciava le mani, eccome. Si era autoinventato le scarpe che potevano essere utilizzate solo in un luogo: nel suo tempio, i centri commerciali!

In quale altro luogo ci sono infatti corridoi così lunghi, pavimenti così lisci e anche carrelli ai quali attaccarsi?

Il Mercato sa quello che vogliamo prima ancora che noi stessi siamo in grado di immaginarcelo. Il Mercato sente l’aria che tira e con un colpo di bacchetta magica lo trasforma in prodotto.

Volete sapere cosa sarà di noi domani? Inutile leggere l’oroscopo, vano interrogare i tarocchi, assolutamente irrilevante decifrare il volo degli uccelli o le linee della mano: l’unica è vedere cosa il Mercato ha in serbo per noi.

Bene, oggi ero in uno di questi grandi centri per il bricolage in cerca di un paio di irrigatori per il mio orto, quando la mia attenzione è stata attirata da alcuni impiegati del centro che stavano montando una strana struttura, per l’appunto quella che vedete in apertura a questo blog.

Il mio primo pensiero è stato romantico: che bello deve essere trascorrere una notte con la propria amata dentro un accrocchio del genere.

Il secondo pensiero è stato storico: ma non è praticamente uguale a quelli che ci facevamo noi in Malesia con il bambù e le zanzariere quando lavoravo in giungla?

Il terzo ed ultimo pensiero è stato (e a questo punto vi ci ho abituati) meteocassandrico e per lo più articolato in una serie di domande: ma se quell’oggetto io lo usavo ai tropici perché improvvisamente compare da noi? Se il mercato prevede che nei prossimi giorni la gente possa sviluppare desiderio e bisogno nei confronti di un oggetto del genere non sarà mica perché il Mercato prevede che nei prossimi mesi ci sarà un tale caldo che sempre più persone vorranno passare la notte all’addiaccio? Se al problema caldo negli anni passati abbiamo dato risposte a forza di condizionatori d’aria, forse che qualcuno teme che all’aumentare delle temperature aumenteranno anche i black out? Ma le amache non c’erano già senza zanzariera? L’accoppiata amaca+zanzariera deve farci supporre che le zanzare domani saranno così tanto che nemmeno un batteria di zampironi sarà in condizioni di tenerle lontane da noi?

Mi piacerebbe dire che la risposta è nel vento, non fosse che temo che questa in particolare si trovi solo nel vento di scirocco.

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13 pensieri su “Il Mercato lo sa

  1. Beh, che il Libero Mercato, soprattutto la grande distribuzione, cerchi di portare noi compratori verso i prodotti che sono “convenienti” proprio per il Libero Mercato, indipendentemente dai desideri dei clienti, omologando il gusto di tutti, non è una novità.
    Ci sono ancora i negozietti ai quali si può chiedere un prodotto specifico e, se non l’hanno, a volte riescono a procurarlo soddisfacendo i clienti.
    Per i Super – Iper – ecc. mercati, è un’altra storia.
    Però, il portafoglio (e il telecomando della TV, per quanto riguarda i programmi) lo abbiamo in mano noi, possiamo scegliere, rinunciare, fare altro, anche se a volte è difficile, soprattutto di fronte alle “novità”.

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    1. quello che dici è tutto vero…in questo post però volevo dire anche altro…volevo dire che il Mercato ha le antenne sempre pronte a ricevere ciò che sarà e a rispondere con il prodotto giusto…il mio post è sulla scia di tanti che ho scritto da quando ho questo blog e che vogliono lanciare l’allarme sul disastro climatico nel quale ci stiamo cacciando senza che apparentemente nessuno si ponga il problema

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      1. Ti ringrazio, hai ragione. Per quanto riguarda l’ambiente siamo in ritardo di cinquant’anni. Pensa che quando ero ragazza, molti anni fa, in una mia poesia, scrivevo di:
        […] un mondo condannato, già distrutto,
        da una vorace guerra industriale […]
        Molti di noi, giovani di allora, ci siamo battuti per cercare di cambiare alcune cose del sistema. Purtroppo, gli interessi dei singoli, di alcuni singoli, spesso prevaricano sull’interesse comune. E lo abbiamo visto molto bene, negli ultimi vent’anni.
        Devo essere sincera, molti di noi giovani di allora, oggi siamo rassegnati, non abbiamo più la forza di opporci, anche se continuiamo a comportarci, ogni giorno, nel nostro piccolo, nel nostro quotidiano, in modo da non provocare danni maggiori.

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          1. Se ci credi, continuerai finché avrai forza, poi trasmetterai la tua esperienza ai più giovani, sperando in un domani migliore in cui l’umanità sia più consapevole.

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  2. E’ vero, non c’è più tanto tempo. Siamo in un momento di crisi ambientale allucinante, siamo veramente in pericolo ma, ognuno di noi, può fare la differenza con scelte ecologiche, più sostenibili, che rispettino l’ambiente, senza farci prendere dalle leggi del mercato maledetto!!! Non siamo in tanti ma, insieme possiamo fare la differenza…io, come animalista, lotto strenuamente contro gli allevamenti da pelliccia, quelli intensivi per la macellazione ecc., insieme possiamo fare tanto. Un bacio immenso e grazie con tutto il cuore per questo bellissimo post ❤ ❤ ❤

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