Una poesia del 1988. Un mese trascorso, durante una spedizione di ricerca scientifica, sulle spiagge di un’isola (quasi) deserta al largo della penisola della Malacca, al sud del Mar Cinese. Un mese di assoluta meraviglia fra atolli corallini, immersioni quotidiane, esplorazione nell’entroterra.

Mi svegliavo ogni mattina sulla spiaggia di Pulau Tinggi e mi chiedevo se quello che si apriva davanti ai miei occhi era vero oppure un sogno.

Poi ogni giorno il miracolo della marea.

Marea

Tutto si perde

Come questo mare verde

Che ogni volta tenta l’attacco alla terra

E continua la sua guerra onda per onda

Sulla sponda che non cede

Ad una fede cieca, muta, assoluta,

Di questo mare verde

Che perde

Che muore nell’idea

Al ritirarsi della marea.

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2 pensieri su “Marea

    1. Ricordo ancora quando ho scritto questa poesia ed effettivamente l’intenzione era quella di rendere, non solo nel senso ma anche attraverso il suono delle parole e la disposizione fisica del testo, questa sensazione di avanzata e poi di ritirata del mare. Sono contento di essere riuscito a renderla. Grazie per il complimento.

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