76 anni fa a Genova nasceva Fabrizio De Andrè. La sua poesia e la sua musica, tenute assieme da una voce inconfondibile, hanno accompagnato molti di noi per tutta la vita. Personalmente potrei dire che se mi sono allattato a forza di “Radici” e “L’isola non trovata” di Francesco Guccini, il mio svezzamento si è basato su “La buona novella” e “Tutti morimmo a stento” di Fabrizio De Andrè.

Non ho mai provato nei suoi confronti la stessa simpatia che nutrivo e nutro nei confronti di Francesco Guccini (il suo muoversi sempre in “direzione ostinata e contraria” andava troppo al di la del mio “bacchettonismo post cattolico” per farmelo sentire vicino) ma sue parole nuove mi mancano.

Oggi io lo celebro attraverso una delle sue canzoni più antiche (dedicata ad un altro grande della musica italiana, anch’egli un po’ distante dalla mia maniera di essere e sentire: Luigi Tenco). Di questo video mi piace tutto: la bellezza quasi eterea di Fabrizio De Andrè, la sua voce già “fatta”, il suo rappresentare uno di quei capolavori che la RAI riusciva a produrre ai tempi del “Bianco e Nero”, le parole, la musica.

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