Sembrava che fossimo ad un passo dalla depenalizzazione di uno dei (non) reati più offensivi della dignità e dell’intelligenza umana: quello di clandestinità (aggravante c.d. “di clandestinità” di cui all’art. 61, n. 11 bis, c.p. – introdotta con la Legge 185/2008 – e  il reato di ingresso e soggiorno illegale degli stranieri in Italia di cui all’art. 10 bis T.U. 286/98 – introdotto con la L. 94/2009).

Poi i fatti di Colonia.

A quel punto il nostro Primo Ministro (che parla tanto quando è convinto di farci bella figura e scompare completamente negli altri casi) ha fatto sapere attraverso i “suoi” che la depenalizzazione è sospesa sine die perché:  “nella componente sicurezza l’elemento psicologico e di percezione è molto importante“.

Provo a parafrasare: “dopo i fatti di Colonia, anche se non sappiamo ancora bene cosa è successo e grazie, come sempre, ad una pessima informazione resa al pubblico da parte dei media, riteniamo più opportuno continuare a sovraccaricare le procure e a mortificare “persone” piuttosto che rischiare di perdere qualche punto percentuale“.

Interessante. 

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