E’ una storia lunga. Nei giorni scorsi si è consumata una tragedia familiare e sentimentale. Il giorno di capodanno siamo andati al fiume che amiamo tanto. Li c’era un “canuzzo” della famosa razza “salsiccio-meticcio” (prendo in prestito da Stefano Benni).

Fra lui e il mio piccolo è stato amore a prima vista. Si sono fatti compagnia per tutta la mattina, sguazzando nel fiume e schizzando noi in tutte le maniere possibili. Andando via si è consumato il fattaccio. Cesare (anni 3) non ne voleva sapere di lasciare (quello che nel frattempo aveva ottenuto da noi il lusinghiero nome di ) Marcio al fiume.
Lacrime da un litro, pianto dirotto e inconsolabile…persino singhiozzi.
Il fatto è che un cane con noi è “incompatibile”.
In primo luogo perché (e questo mi attirerà le critiche di molte persone…anche alcuni amici) non stimiamo per nulla la specie canina. Contrariamente a quello che pensa la maggior parte delle persone non crediamo che i cani siano intelligenti come gli uomini ma bensì stupidi come gli uomini.
Dopodichè esistono degli oggettivi motivi tecnici che ci inducono a dire che i cani sono incompatibili con il nostro stile di vita. Abbiamo sei simpatiche galline che hanno già subito parecchie perdite fra i loro ranghi a causa di cani di passaggio. Abbiamo una famiglia di api molto simpatica ed aggressiva che renderebbe questa volta al cane di turno la vita impossibile. Abbiamo un orto che non va per niente d’accordo con le attività scavatorie di un cane.
Insomma, cani proprio no. Ma il ricordo di Marcio ci ha accompagnato fra sospiri e frasi tipo “ti licoddi quando domani (per Cesare non esiste altro avverbio di tempo) ho lasciato a Maccio un glan celeale sulla pietla?”, e così di seguito con frasi sempre più strazianti.
Nonostante viviamo quindi in una casa così piena di animali (dimenticavo che abbiamo anche un gatto “di proprietà” di nome Ragù e due “abusivi” anch’essi fortemente incompatibili con la presenza di un cane ma giunti alla nostra “arca” già in età adulta) ci siamo fatti venire una serie di “crisi genitoriali” circa il fatto che i nostri bambini non hanno mai avuto cuccioli in casa.
Mia moglie si è immediatamente attivata “sui social” (lei di queste cose ne capisce) e ieri è arrivato un microscopico individuo di genere Felis (come dice il mio amico Tata).
Appena Cesare lo ha visto ha deciso che Marcio al fiume era felice, perché il fiume è bello e c’è la sua mamma (meravigliosa volubilità umana!!!) e che invece il nuovo arrivato aveva proprio bisogno di una nuova famiglia e che quella famiglia era la nostra.
Ma la cosa più strepitosa è stata che lo ha immediatamente battezzato. Il mio grande e mia nipote discutevano già da qualche giorno sul nome da dare a “colui che era in procinto di arrivare”. Proprio ieri mattina ci eravamo abbastanza messi d’accordo sul nome Teo (io avevo proposto che fosse abbreviativo di Teofilo ma i due mi hanno immediatamente opposto un muro di indifferenza e fastidio che mi ha fatto desistere).
Ma nessuno di noi aveva fatto i conti con Cesare. Appena lo ha visto lui ha detto: “si chiama Halvey”.
E il fatto è che senza che Cesare lo sappia, uno dei film preferiti da me, mia moglie e il mio ragazzo grande (anni 9) è proprio quell’Harvey, the Pooka del 1950 con James Stewart (tratto dall’omonima commedia di Mary Chase vincitrice del Pulizer nel 1945).
Non credo nelle coincidenze…ma quando capitano sono divertenti (e poi come dice proprio Elwood P.Dowd-James Stewart nel film “ci ho messo 35 anni per combattere la realtà e devo dire con un certo orgoglio che la ho vinta fuggendo“). Adesso Harvey ronfa serenamente in una specie di cuccia che gli abbiamo organizzato in cucina. A lui e ai miei bambini dedico uno dei passaggi più belli del film in questione (nella speranza che chi leggerà questo post voglia andare a vedere il film e a recuperare la scena).

Il Dott. Chumley finì con il restare ammirato (di Harvey) mentre la sera si inoltrava…la sera si inoltrava…è una brani bella immagine non è vero? Con il vostro permesso la dico ancora…la sera si inoltrava…

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9 pensieri su “Harvey, the Pooka

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