Dopo un’estate che sembrava non finire ci troviamo di fronte ai primi tre giorni veri di pioggia e freddo della stagione. Già attorno avverto i primi segni di cedimento psicologico da parte dei mie concittadini molti dei quali vivendo in un “non ambiente” compreso fra casa e i centri commerciali (e l’abitacolo dell’automobile che bisogna “abitare” per trasferirsi dall’una all’altro) di fatto stanno bene solo in un intervallo termico compreso fra i 21°C (al di sotto accendono i riscaldamenti) e i 27 °C (al di sopra accendono i condizionatori) dimentichi del fatto che stanno su un pianeta nel quale da sempre l’uomo è abituato a vivere fra i – 50 e i + 50°C.

Quando l’anno scorso di questi tempi ci trovammo a fronteggiare la stessa situazione di una “estate apparentemente senza fine” commentai nel Blog su L’Ora così…

E poi venne l’anno in cui non arrivò l’inverno. Li per li gli uomini e le donne dell’isola temettero che ciò avrebbe provocato chissà quali disastri, poi invece, a poco a poco, si resero conto che in fondo le cose non erano molto cambiate se non in meglio.

Le donne dell’isola per esempio si resero subito conto che da quel momento non ci sarebbe stato più bisogno di fare il “cambio di stagione” e questo (per quanto la cosa producesse loro infondo un sottile dispiacere) costituiva senza dubbio un notevole beneficio.

Gli uomini dell’isola si resero subito conto che questa novità avrebbe evitato domeniche piovose allo stadio anche per coloro che non potevano permettersi un posto in tribuna coperta e questo costituiva senza dubbio un notevole beneficio.

Le donne dell’isola capirono che una situazione del genere avrebbe permesso abbronzature stratosferiche durante tutto l’anno. Certo avrebbe anche prodotto qualche melanoma in più ma di sicuro questo sarebbe stato un effetto collaterale che avrebbe riguardato le “altre” e non “loro”.

Gli uomini dell’isola capirono immediatamente che la novità avrebbe consentito loro di utilizzare durante tutto l’anno l’aria condizionata nei loro indispensabili suv (per chi poteva permetterseli) e questo di sicuro non era un beneficio di poco conto.

Gli uomini e le donne dell’isola si resero conto però che non piovendo più avrebbero avuto meno scuse per portare i bambini nei centri commerciali e a questa preoccupazione, per fortuna, risposero con prontezza i gestori dei centri che attrezzarono i parcheggi con grandi piscine all’aperto e i corridoi degli ipermercati con appositi nebulizzatori. In conseguenza di ciò si diffuse presto l’abitudine di andare nei centri commerciali in costume da bagno.

Si resero ancora conto che non piovendo più presto i pozzi, le sorgenti e i bacini dell’isola si sarebbero esauriti producendo problemi di approvvigionamento idrico. Ma in fondo dove era la novità? Problemi ce ne erano sempre stati e l’acqua da qualche parte sarebbe arrivata (chi era tanto stupido da non riuscirsi a procurare la giusta raccomandazione per risolvere il problema).

Poi cominciò ad innalzarsi il livello del mare e questo al netto di alcuni spiacevoli inconvenienti (per esempio la totale scomparsa di Marsala e Mazzara del Vallo) produsse indiscutibili benefici fra i quali la scomparsa, per esempio, di tutte quelle brutte case sul litorale di Carini (che chissà chi le aveva costruite!) e restituì, agli uomini e alle donne dell’isola, delle nuove coste intatte sulle quali costruire un’infinità di nuove casette questa volta però tutte belle, linde e diverse fra di loro.

Certo in fondo era rimasto poco suolo a disposizione dove vivere ma anche questo alla fine fu interpretato positivamente a riconferma dell’indiscutibile valore del famoso “effetto lido” che dimostra inconfutabilmente la tesi seconda la quale agli uomini e alle donne dell’isola piace sempre stare “vicini vicini”

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3 pensieri su “E poi venne l’anno in cui non arrivò l’inverno

  1. nonostante io sia un web-nascosto o social-nascosto non potendo esserne del tutto assente, appena mi è giunta la tua mail che annunciava un blog con in copertina Primo Levi, ho deciso che dovevo esserci. Contribuire, anche poco, anche solo una o poche volte. Perchè Francesco è persona che merita grande attenzione in ognuna delle sue tante iniziative e perchè Primo Levi ha il posto numero 1 nella mia libreria, vera e cartacea come in quella eterea e interiore. E’ come se mi avessi chiamato…
    Ho letto alcuni articoli, mi soffermo su questo ma criticamente aggiungo: come può essere possibile che le cose alla fin fine cambiarono in meglio se la natura tolse insieme alle stagioni la possibilità di esercitare un’arte a cui la gente dell’isola è tanto affezionata, l’arte di lamentarsi? nella fattispecie, del clima?
    stando vicini vicini, come venne sostituita questa prerogativa?

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    1. Caro Mauro che gioia potere continuare qui le nostre chiacchierate che altrimenti finirebbero per restringersi ai compleanni dei bimbi. Se poi questo spazio serve a ricevere da te spunti di riflessione come questo!!! Voglio rifletterci…che saremmo noi senza la possibilità di lamentarci? Effettivamente questo è davvero un punto debole del mio racconto…mi sa che ti restituisco presto la mia risposta…magari in forma di racconto. Grazie per la tua presenza.

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