Ad un certo punto arriva il momento in cui uno prova a “riunirsi con se stesso” e a chiedersi: “ma in questa vita quali sono le cose che mi sono veramente piaciute?“. A me è piaciuto tantissimo camminare. L’ho fatto in diversi posti del mondo, in molti degli ambienti di questo nostro pianeta ed ogni volta è stata una grande gioia. Prepararsi all’escursione, fare lo zaino, affrontare la prima salita, procedere sotto la canicola o la pioggia, arrivare alla meta, predisporre in bivacco, lavarsi in un torrente di montagna, preparare la cena. Sono tutte attività che hanno senso, che danno senso al “camminare” e che rendono il viandante partecipe di una dimensione altra da quella della casa (ovunque la sua casa si trovi).

Davida Le Breton nel suo “Il Mondo a Piedi” scrive: “In realtà il viandante non si domicilia nello spazio ma nel tempo: la sosta serale, il riposo notturno, i pasti inscrivono nella continuità del tempo un’abitazione che ogni giorno si rinnova“.

So che chi come me ha percorso i sentieri “zaino in spalla” leggendo queste parole proverà la stessa emozione da me provata la prima volte che le ho lette.

Se quindi “viviamo per raccontarla” mi sono chiesto se non è possibile raccontare anche il camminare (con parole mie o di altri) e se anche questo, in fondo, non sia “narrazione di pace”.

Questo è l’obiettivo degli articoli che raccoglierò in questa categoria.

2 pensieri su “Camminare…

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