… Ma quando poi cominciammo a cantare
Le buone nostre canzoni insensate,
Allora avvenne che tutte le cose
Furono ancora com’erano state.
Un giorno non fu che un giorno:
Sette fanno una settimana.
Cosa cattiva ci parve uccidere;
Morire, una cosa lontana.
E i mesi passano piuttosto rapidi,
Ma davanti ne abbiamo tanti!
Fummo di nuovo soltanto giovani:
Non martiri, non infami, non santi.
Questo ed altro ci veniva in mente
Mentre continuavamo a cantare;
Ma erano cose come le nuvole,
E difficili da spiegare“.

Primo Levi, 3 gennaio 1946

Levi scrive questi versi a tre mesi di distanza dal suo ritorno in Italia, dopo le lunghe peregrinazioni narrate ne “La Tregua”.

La pace è quindi alternativa alla guerra? Esiste solo perchè esiste la guerra e quindi in contrapposizione ad essa? Oppure è guerra sempre, come Primo Levi fa dire a Mordo Nahum (il Greco) sempre ne “La Tregua”?

Solo domande in coda a quello che comunque per me resta uno dei più bei Canti di Pace che abbia mai letto.

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